internet1Negli ultimi vent’anni abbiamo avuto modo di assistere all’evoluzione di Internet e più in generale della connettività, che da strumento militare è diventato un nuovo mezzo di comunicazione capace di rivoluzionare il nostro modo di esprimerci, di pensare e di essere.
Lo sviluppo di queste tecnologie è ancora lungi dal fermarsi, sicché risulta complesso tracciarne le caratteristiche in maniera accessibile ai “non addetti ai lavori”. Tali difficoltà nel definire un fenomeno in continuo mutamento portano ad incomprensioni e disagio negli utenti finali, che faticano a interfacciarsi in maniera efficace. Anche chi prova ad approcciarvisi senza sporcarsi non riesce a ricavarne un valido utilizzo poiché per comprendere questo nuovo mezzo di relazione senza incorrere in errori grossolani è fondamentale osservarlo nella sua interezza, evitando di basarsi unicamente sulla propria esperienza.
Questa riflessione nasce da un episodio personale avuto pochi giorni fa in libreria, quando mi cadde l’occhio su uno dei tanti testi dedicati ad internet rivolto al grande pubblico: esso arrivava addirittura ad equiparare l’uso che fanno gli adolescenti del web all’uso di droga!
A mio avviso vi è un chiaro equivoco di fondo nell’inquadramento del problema poichè Internet è un mezzo di informazione poliedrico e molteplici sono gli utilizzi che ne possiamo fare.
Sicuramente molte persone lo vivono come una fuga dalla relatà o ne sono dipendenti (chiunque frequenti un po’ la rete avrà un conoscente online di questo genere), ma è scorretto confondere una fruizione più o meno impropria di uno strumento con lo strumento stesso e dire che gli adolescenti usano internet come una droga è un po’ come dire che tutti quelli che comprano una siringa lo fanno per iniettarsi eroina!
Posso chiudermi in una stanza, vivere all’interno di un gioco (come Second Life), vedere porno estremi tutto il giorno fumando sostanze stupefacenti acquistate via internet (attraverso il famigerato Tor), magari spacciandomi per minorenne con lo scopo di adescare ragazzine… ma questo è solo una piccola parte di quello che posso fare.
E’ possibile usare Facebook e Whatsapp per mantenere i contatti con amici e parenti che vivono in altri stati, magari utilizzando uno dei numerosi giochi online per divertirsi insieme; entrare in forum e conoscere persone con i nostri stessi interessi; comunicare più velocemente per motivi lavorativi.
Il rischio maggiore nell’approccio al web è dunque quello di utilizzarlo senza conoscerne le peculiarità, in una sorta di “analfabetismo funzionale” che aumenta i rischi insiti nella Grande Rete.
L’esempio lampante è la tutela della privacy: quando navighiamo ci vengono domandati i dati personali in maniera a volte ossessiva, ma non sempre tali richieste sono legittime e il furto d’identità è spesso dietro l’angolo!
E’ dunque l’approccio consapevole all’intero sistema sul quale dovremmo riflettere, il che non può esimersi dall’apprendimento di alcune nozioni tecniche oggi indispensabili.
Identificare alcuni meccanismi può portare gli utenti ad un uso più consapevole e alfabetizzato e fornire ai genitori delle linee guida su come aiutare i propri figli a gestire il loro rapporto con la rete, se non dal punto di vista tecnico sicuramente da quello concettuale.
Parlare dei nuovi mezzi di comunicazione senza posizioni pregiudizievoli è il primo passo per informare e permettere una maggiore comprensione. Conoscere i rischi e i vantaggi della connettività consente quindi di utilizzarla senza esserne usati, attenti alle insidie ma consapevoli delle risorse

Internet e Psicologia: perché parlarne
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