Motto antico, risalente ai tempi dell’imperatore Augusto e più volte ripreso nel corso della storia. Lo hanno usato Aldo Manuzio, il più importante editore del XV secolo, e più tardi, grazie a Cosimo, anche la famiglia de’ Medici.festinaIl primo, lo ha reso attraverso l’immagine di un delfino attorcigliato ad un’àncora; i secondi, attraverso quella di una tartaruga sormontata da un uomo che regge una vela gonfiata dal vento.
Questo accostare due elementi così diversi rappresenta in maniera perfetta il significato del motto: affrettati lentamente!
L’avvicinare due elementi antitetici è un invito alla ricerca, all’approfondimento, al prendere il meglio delle due posizioni.
Molto più recentemente il motto è divenuto il fulcro di un bel romanzo che ho avuto la fortuna di leggere, Il segreto della libreria sempre aperta di Robin Sloan.
Il romanzo di Sloan, rimando per molti aspetti una lettura leggera e scorrevole, è però veramente interessante poiché coniuga, in una unica avvincente storia, il passato e il futuro, la tradizione e la novità, Google e le rare e preziose “aldine”, i testi editi nel XV secolo da Aldo Manuzio.
Sloan non si schiera nella diatriba tra chi preferisce l’e-reader e chi non può fare a meno di voltare le pagine di carta, accetta l’apparente paradosso e ne coglie la sfida, mischiando il romanzo di formazione con i generi fantasy e noir.
Clay, il protagonista del romanzo, passa dal fare il web designer a fare il commesso notturno di una strana libreria, il cui titolare incarica il protagonista di annotare con dovizia di particolari l’aspetto e l’umore dei clienti del negozio, ma al quale vieta categoricamente di aprire una parte dei libri che consegnerà agli stessi.
Nel corso della vicenda, motivato e supportato da vecchi e nuovi amici, Clay si addentrerà sempre più nei segreti custoditi dalla libreria e dal suo proprietario, il signor Penumbra, verso il quale l’iniziale curiosità si trasformerà in profondo affetto. La sua ricerca, iniziata sfogliando un libro all’apparenza comunissimo, lo porterà ad addentrarsi in strani database ed in ancor più strane biblioteche, fino ad arrivare al cuore di Google e oltre!
Sloan dipinge luoghi e personaggi con semplicità e accuratezza, permettendo al lettore di esplorare e approfondire i paradossi e le contraddizioni celati in ogni pagina e in ogni svolta della storia, tanto che, durante la lettura, appare sempre più non come il classico romanzetto letto e dimenticato, ma una possibile risposta alla contrapposizione tra antico e moderno.
Durante la lettura del romanzo vecchie e nuove tecnologie, vecchie e nuove forme di conoscenza si intrecciano e si completano tanto che l’annosa contrapposizione tra carta e bit appare dimenticata per far posto alla curiosità, al desiderio di sapere, fino all’estremo desiderio dell’immortalità che guidano questo incontro di modus vivendi.
Un altro aspetto che Sloan mette bene in luce è come l’humus culturale dell’Occidente, sia individuale che sociale, si basi su sistemi di classificazione e categorizzazione, che porta con se una logica dualistica e, spesso, riduttiva ed escludente. Le soluzioni di Clay a cavallo tra consolidato e innovative sono inaccessibili ai rappresentanti di queste due posizioni: sia Corvina, il leader della società segreta fèstina lente, che la ragazza di Clay, Googler e “maga” della rete, svolgono entrambi infruttuose ricerche verso il comune obiettivo dell’immortalità.
Questi mondi in apparenza opposti, riescono a trovare, attraverso l’affetto e l’amicizia che legano Clay e Penumbra, maestro e discepolo, un fertile canale di comunicazione, dialogo e collaborazione.
Il primo, sempre più affascinato e coinvolto nella ricerca della soluzione all’enigma della biblioteca. Il secondo, pronto a qualunque sfida pur di risolvere l’annoso mistero prima che per lui sia troppo tardi.
Ed ecco che Googleplex incontra Aldo Manuzio.
Accettare il paradosso, lasciarsi incantare dall’ossimoro significa darsi la chance di uscire da uno schema di pensiero del tipo di contrapposizione ed scoprire le infinite dell’integrazione, quel processo di pensiero che include, ricerca e non esclude a priori ciò che è diverso da noi, dal nostro modo di vivere e di pensare.
Sono diversi gli ingredienti che permettono di compiere questo salto paradigmatico.
Il primo riguarda le caratteristiche delle relazioni che intrecciano i destini dei protagonisti di questa avventura.
Clay appare incuriosito ed affascinato dal misterioso titolare, ma la relazione prende vita e sostanza quando da un lato lui ammette di aver trasgredito alle regole imposte, dall’altro la trasgressione viene letta non come tale, ma come la manifestazione di curiosità e spirito di ricerca, doti essenziali per addentrarsi nel “percorso iniziatico” della società segreta fèstina lente. Da qui, tra i due protagonisti si apre un rapporto di maestro e discepolo, e poi di amicizia, in cui il maestro e il discepolo crescono insieme, in cui risolvere il mistero diventa secondario rispetto ai valori, come l’amicizia e l’affetto, che tale rapporto sottende.
Le relazioni sono anche la base attraverso la quale Clay riesce a superare le prove e gli ostacoli che lo porteranno alla soluzione dell’annoso enigma. Clay non è un uomo senza difetti, né un cavaliere senza macchia. Ha dalla sua, grazie ad una buona autostima, la capacità di vedere ed apprezzare l’Altro, senza provare invidia o risentimento e la capacità di stringere legami e formare amicizie, che gli permettono di ricevere l’aiuto necessario.
Essenziale in questo processo è, infine, proprio il motto tramandatoci da Svetonio. Affrettarsi lentamente significa riuscire a cogliere il ritmo, trovare la giusta andatura che ci permetta di confrontarci, riflettere, crescere attraverso le relazioni e gli eventi della vita.
Sloan ha saputo concretizzare con naturalezza questo suggerimento attraverso un racconto che alterna spazi di riflessione a momenti di azione concitata, dando alla storia un ritmo intenso, ma non sincopato, che permette al lettore di addentrarsi, insieme ai protagonisti, nelle profondità del paradosso, uscendone arricchiti nella propria umanità

Fèstina lente!
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